Tendenze Store - dal selettore delle varianti al bug di piattaforma corretto da Shopify.
Tendenze porta online 22 punti vendita sardi con uno store Shopify Plus da oltre 20.000 articoli. wmie ne eredita la parte tecnologica e parte dalla scheda prodotto: nella prima settimana rimette in vista il selettore delle varianti e la conversione sale del 18% a parità di traffico. Poi costruisce l'automazione che porta i prodotti ad alto margine su Google Merchant, da cui nasce Collaudo. Ad agosto documenta un bug dello Storefront Renderer e ottiene da Shopify root cause e fix in produzione in 22 giorni.
Il braccio tecnico di uno store Shopify Plus da oltre 20.000 articoli
Tendenze nasce il 14 aprile 2003 da Giuseppe Curreli e oggi conta 22 punti vendita in 14 città della Sardegna, tra le insegne Tendenze e Tendenze Outlet. Moda multimarca uomo, donna e bambino, con la garanzia del rivenditore autorizzato: «Dal 2003, la moda è una questione di fiducia». Nel 2020 l'azienda porta la rete online con tendenzestore.com, uno store Shopify Plus da oltre 20.000 articoli e più di venti marchi, da Emporio Armani a Pinko, da Lacoste a Tommy Hilfiger.
Su tendenzestore.com wmie e Sartoria del Marketing uniscono le forze: l'agenzia cura il marketing di Tendenze, wmie la parte tecnologica dello store, dalle ottimizzazioni del tema alle operazioni tecniche.
wmie entra su uno store già avviato e parte dal punto dove Tendenze incassa: la scheda prodotto, dove le varianti disponibili non arrivavano sotto gli occhi di chi compra. Da lì il progetto si muove verso i dati che alimentano le campagne, poi verso un prodotto nato per applicare quei cambiamenti senza rischiare il catalogo. E poi verso un ticket con gli ingegneri di Shopify.
Varianti che non si vedevano, un feed senza margine, zero spazio per sbagliare
Le varianti che non si vedevano
Su un catalogo di oltre 20.000 articoli la scheda prodotto è il punto in cui si vende, e lì il selettore delle varianti non arrivava sotto gli occhi dell'utente. Chi apriva una maglietta non vedeva che la stessa maglietta esisteva anche in rosso, o in un'altra taglia, e usciva convinto che ci fosse solo quella. Un problema di interfaccia, di quelli che pesano su ogni singola sessione.
Il feed senza il dato di margine
Il team marketing voleva spostare il budget sui prodotti che fanno davvero guadagnare lo store, ma quel dato non arrivava fino a Google Merchant. Serviva un flusso quotidiano che leggesse il margine, taggasse i prodotti giusti e li portasse dentro il feed.
Nessuno spazio per sbagliare
Tendenze Store gira su Shopify Plus, con traffico alto e un catalogo che vende tutti i giorni. Ogni modifica al tema o ai dati prodotto tocca lo store mentre è in funzione, e un errore si paga sulle vendite della giornata. Le automazioni andavano provate prima di applicarle.
Prima i fix che vendono, poi i dati che guidano il budget
wmie prende in carico la parte tecnica di uno store già a regime e comincia dalla scheda prodotto, dove il traffico si trasforma in ordini. Poi sposta il lavoro sui dati: quali prodotti spingere, con quale budget, e su quale base decidere.
I fix alla scheda prodotto
- 01Il selettore delle varianti torna in vista
wmie rimette il selettore davanti a chi compra e ne rifà posizione, target di tocco e spaziatura. Chi apre un prodotto vede subito in quali taglie e colori esiste, senza cercarlo.
- 02Guida alle taglie e stato della scelta
wmie aggiunge la guida alle taglie e rende esplicito lo stato della selezione. Chi compra vede quale taglia ha scelto e cosa manca per aggiungere al carrello.
- 03+18% a parità di traffico
wmie rilascia i fix della prima settimana e confronta i dati analytics prima e dopo, a parità di traffico. La conversione sale del 18%. Un problema di interfaccia, visto e corretto in pochi giorni.
- 04Il tema, da lì in avanti
Il tema live è su base Fabric 4.1.3. wmie ne cura manutenzione ed evoluzione, tiene una copia non pubblicata come termine di confronto per ogni intervento e segue PageSpeed e Core Web Vitals sulle schede prodotto.
I prodotti che marginano su Google Merchant
- 01La richiesta arriva dal marketing
Il team marketing chiede di riconoscere i prodotti ad alto margine dentro il feed, per spostare la spesa pubblicitaria sui prodotti che fanno davvero guadagnare lo store.
- 02Il flusso quotidiano
wmie costruisce l'app che ogni giorno legge il catalogo, tagga i prodotti ad alto margine e li spinge su Google Merchant. Le campagne leggono quei tag e allocano il budget dove il ROI è più alto.
Da un'automazione per Tendenze a un prodotto wmie
Quel flusso ha aperto una questione più grande. Su uno store Shopify Plus di questa scala, un'automazione che tocca tag, prezzi o dati prodotto va provata prima di girare sul catalogo vero: un errore lo pagano le vendite della giornata.
Da qui nasce Collaudo, il SaaS Shopify di wmie. L'automazione si scrive in codice, si lancia in dry run e si legge cosa cambierebbe prima di applicarla davvero. Oggi wmie la usa su tutti i suoi clienti Shopify Plus. Il case study dedicato racconta come funziona.
L'automazione dei margini, scritta in codice e provata prima
Il banner di Collaudo sullo Shopify App Store. L'esempio in vetrina è lo stesso problema di Tendenze: riprezza tutte le varianti sotto il 15% di margine e tagga quei prodotti. Si descrive l'operazione in inglese, esce una funzione Python leggibile e modificabile, e prima di applicarla si lancia un dry run che dice cosa cambierebbe.
Il bug di piattaforma: 22 giorni dal nostro report al fix di Shopify
Il 5 agosto 2026, durante le operazioni di routine sullo store, la homepage di Tendenze comincia a uscire vuota a intermittenza. Status 200, log puliti, header e footer al loro posto e in mezzo il nulla: 16 byte di spazi bianchi. La stessa URL, un secondo dopo, restituisce la pagina intera da 159.388 byte. Fuori dal gergo: la stessa pagina, a poca distanza, poteva arrivare o non arrivare, e per gli strumenti di monitoraggio andava tutto bene.
wmie costruisce una riproduzione a riga di comando ed esclude otto ipotesi, dal codice del tema alla configurazione dei mercati. Poi il dettaglio che chiude il cerchio: cambiare un solo spazio dentro il file templates/index.json risolve all'istante, mentre duplicare il tema sotto un identificativo nuovo non cambia niente. Quella cache era agganciata al contenuto del file. Il guasto stava sotto lo store, dentro Shopify.
Lo stesso giorno wmie apre il ticket, con lo script di riproduzione e dodici request-id appaiati: risposta vuota e risposta corretta uscite dallo stesso minuto. Il 9 agosto Shopify conferma che il problema sta dentro lo Storefront Renderer, il motore che compone le pagine di ogni store. A metà mese il ticket rischia di chiudersi con una risposta che riformula il sintomo senza spiegarlo, e wmie lo tiene aperto. Il 25 arriva la root cause: un caricamento del template fallito a metà aveva scritto in cache una homepage vuota, e quella copia restava lì finché i byte del file non cambiavano. Il 27 il fix è in produzione. Ventidue giorni dal report.
Di questa cosa andiamo fieri. Un bug dentro l'infrastruttura di Shopify, trovato da fuori e documentato abbastanza bene da far muovere il loro team di engineering, chiuso con una modifica allo Storefront Renderer: il componente che serve le vetrine degli store Shopify in oltre 175 paesi, dove nel 2023 hanno comprato 675 milioni di acquirenti unici e dove i merchant hanno superato il miliardo di dollari di vendite cumulate.
E dice qualcosa sul tipo di partner che serve a un e-commerce. Un corso sulla piattaforma insegna a usare gli strumenti che la piattaforma mette a disposizione. Quando il guasto sta sotto quegli strumenti, quel corso non porta da nessuna parte: lì servono le competenze che una software house si porta dietro da altri mestieri. Leggere gli header di una risposta HTTP, isolare una variabile per volta, ragionare su come funziona una cache, reggere il confronto con chi quel software lo scrive. wmie lo fa su Shopify e lo faceva già prima di Shopify. Per chi decide dove mettere il budget la differenza è concreta: senza quel livello di verifica la homepage restava vuota e la causa restava ignota.
Dalla nostra segnalazione al fix in produzione
L'email con cui Shopify chiude il ticket, il 27 agosto. Conferma la root cause, annuncia il fix deployato in piattaforma e indica i request-id e il contesto di riproduzione forniti da wmie come utili al team di engineering.
Un +18% rilevato sui dati e un fix deployato da Shopify
Shopify Plus davanti, diagnostica da riga di comando dietro
Piattaforma
Tema
Diagnostica
Automazione
Misurazione
Distinguere un problema dello store da un problema della piattaforma
Il lavoro su Tendenze Store è cominciato dalla scheda prodotto e si è chiuso dentro un ticket con gli ingegneri di Shopify. In mezzo ci sono i fix che valgono +18% di conversione a parità di traffico, l'automazione che ogni giorno porta i prodotti ad alto margine davanti al budget pubblicitario, e Collaudo, il prodotto nato per applicare quei cambiamenti con un dry run invece che a occhio.
Presidiare uno store Shopify Plus significa accorgersi di cosa l'interfaccia non sta mostrando e riconoscere quando il guasto non è tuo. Se hai un e-commerce e ti chiedi a chi affidarne la parte tecnica, parti dal servizio e-commerce di wmie: guardiamo insieme dove il tuo store perde soldi e da dove conviene cominciare.
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