Gruppo Collu - il ponte tecnico fra gestionale, piattaforma e campagne.
Gruppo Collu vende moda multimarca online con uno store Shopify collegato al gestionale Atelier. Fra i due il catalogo si disallinea: migliaia di prodotti restano fuori dai canali di vendita, le URL cambiate portano il traffico su pagine inesistenti e ogni segnalazione rimbalza fra i fornitori. wmie entra come referente tecnico, rimette in piedi 6.449 redirect, riporta 13.835 prodotti davanti ai clienti e diventa il punto in cui gestionale, piattaforma e campagne tornano a parlarsi.
Il referente tecnico di uno store collegato al gestionale
Gruppo F.lli Collu vende moda multimarca dalla Sardegna, con uno spazio di vendita su tre livelli e un catalogo che va dal bambino agli abiti da cerimonia. L'e-commerce gruppocollu.it porta online quella selezione: circa 20.000 prodotti, decine di marchi, clienti che arrivano da tutta Italia.
Lo store gira su Shopify e prende i dati dal gestionale Atelier di Zucchetti, che governa anagrafiche, taglie, colori e disponibilità. È la struttura che serve a un catalogo di questa dimensione: nessuno carica ventimila articoli a mano. Vuol dire però che ogni prodotto passa da un connettore, e che quel passaggio ha regole proprie, diverse da quelle della piattaforma che poi lo espone.
wmie entra su incarico di Sartoria del Marketing, l'agenzia che segue il marketing del gruppo, come referente tecnico dello store. Lo store arriva già costruito: wmie non l'ha fatto, lo presidia. Il perimetro si allarga presto dal supporto Shopify al coordinamento tecnico con il fornitore del gestionale, al recupero SEO e alle attività evolutive del sito.
Un catalogo che non arrivava online per intero, e nessuno con il quadro completo
Prodotti caricati ma invisibili
Sullo store i prodotti c'erano. Chi apriva il pannello li trovava con foto, prezzo e varianti al loro posto, ma senza i canali di vendita attivi, quindi in vetrina e su Google Merchant ne compariva una frazione. Un'anomalia che non lascia traccia nelle schermate dove si va a cercare un prodotto che manca, e che quindi era rimasta lì.
Le URL riscritte dal passaggio al gestionale
La ri-creazione del catalogo aveva cambiato tutti gli indirizzi delle schede prodotto. Anni di traffico organico e le campagne a pagamento continuavano a portare le persone su pagine che non esistevano più, e i primi redirect caricati non arrivavano al prodotto giusto.
Quattro fornitori, quattro pezzi di verità
Gestionale, connettore, piattaforma e campagne stavano in mano a interlocutori diversi. Ogni anomalia rimbalzava, ognuno aveva ragione sulla propria parte, e senza qualcuno che leggesse i dati di tutti il problema restava aperto per settimane.
Riportare online il catalogo, poi tenere insieme i fornitori
Il primo lavoro è tecnico e misurabile: le URL, i canali di vendita, il feed. Il secondo è il ruolo che sul progetto non c'era, cioè qualcuno che traduca un sintomo in una causa e la porti a chi può chiuderla.
Le URL prodotto, ricostruite
- 01Un sistema di matching su misura
wmie scrive uno script che incrocia barcode, codici SKU e dati di catalogo per associare ogni prodotto vecchio al suo corrispondente nuovo. Ne escono 6.449 redirect prodotto-verso-prodotto, consegnati al cliente per la verifica a campione prima di andare online.
- 02I casi scoperti, chiusi o restituiti
Per i prodotti senza corrispondenza wmie recupera la chiave dal gestionale e chiude un secondo blocco di redirect. Quello che resta fuori diventa un elenco lavorabile invece di un buco silenzioso. Sul lato SEO tornano al loro posto circa 300 link che puntavano a schede sparite.
Il catalogo torna davanti ai clienti
- 01I prodotti rimessi sui canali di vendita
wmie isola i 13.835 articoli fuori dai canali, si fa spiegare dal fornitore del gestionale come il connettore decide la pubblicazione, e riattiva in blocco prodotti e collezioni. Il catalogo torna esposto in vetrina e su Google Merchant.
- 02Il feed pubblicitario, pulito
Con il catalogo di nuovo completo wmie configura il feed verso Google Merchant e lavora con l'agenzia sulla tassonomia degli attributi. Le campagne tornano a leggere dati coerenti con quello che lo store ha davvero a magazzino.
Gli interventi sull'interfaccia
- 01Il menu, su indirizzi puliti
wmie rifà la navigazione portando le voci di menu sulle URL corrette delle collezioni, così i percorsi verso il catalogo caricano i prodotti giusti e restano leggibili anche per i motori di ricerca.
- 02L'ordinamento e i testi che si vedono
Le categorie passano all'ordinamento sul best seller, in modo che chi entra trovi davanti quello che vende. wmie sistema anche i testi dei pulsanti nel carrello, intervenendo sulle traduzioni del tema invece che sul codice.
- 03Ogni modifica prima in anteprima
Lo store vende tutti i giorni, quindi wmie prepara ogni intervento su un ambiente di anteprima, lo fa verificare a cliente e agenzia e lo manda in produzione solo dopo l'approvazione.
Il ponte fra i fornitori
- 01Dal sintomo alla causa
Quando un articolo mostra taglie che non esistono, o due prodotti di marchi diversi finiscono nella stessa scheda, wmie non gira la segnalazione. Ricostruisce cosa fa il connettore, isola la regola che genera l'errore e consegna la diagnosi già pronta da lavorare.
- 02Le verifiche prima delle decisioni
Più di una volta la spiegazione che circolava avrebbe portato a interventi distruttivi sul catalogo. wmie controlla i limiti reali della piattaforma prima che qualcuno tocchi i dati, e il catalogo resta intero.
- 03Un solo punto di lettura tecnica
Recap scritti dopo ogni passaggio, file di lavoro condivisi, call verbalizzate e termini di verifica concordati sui dati e non sulle date. Cliente, agenzia e fornitore del gestionale lavorano sullo stesso quadro.
Il catalogo davanti a chi compra
gruppocollu.it oggi. La sezione donna espone migliaia di articoli con l'ordinamento sul best seller, marca, prezzo pieno e prezzo scontato leggibili sulla card, e il menu che porta alle collezioni giuste. È la stessa parte di catalogo che restava fuori dai canali di vendita e non arrivava né in vetrina né su Google Merchant.
Il ruolo che su questi progetti non c'è quasi mai
Un e-commerce di questa dimensione non è un sito. È un gestionale che decide cosa esiste, un connettore che lo traduce, una piattaforma che lo espone e delle campagne che lo vendono. Quattro pezzi, quattro fornitori, quattro tecnologie cresciute per conto proprio.
Finché tutto gira, la divisione funziona. Il momento in cui qualcosa si rompe è anche il momento in cui nessuno dei quattro ha il quadro completo: il gestionale mostra i dati corretti, la piattaforma mostra i prodotti caricati, le campagne mostrano un calo, e ognuno risponde con verità che riguardano solo il proprio pezzo. Il cliente resta in mezzo, con un sintomo in mano e quattro risposte che non si incastrano.
Su Gruppo Collu wmie ha occupato quello spazio. Prendere un sintomo, aprire gli export di tutti, capire quale regola lo produce e portare la causa al fornitore che può chiuderla, scritta come il suo reparto sviluppo la può lavorare. È così che i prodotti invisibili sono tornati in vendita, che le URL hanno ripreso a portare da qualche parte e che le anomalie di catalogo hanno smesso di rimbalzare.
Di questa parte del lavoro andiamo fieri, e non per i numeri. Il valore sta nella differenza fra segnalare un sintomo e consegnare una causa. Un sintomo apre un ticket e resta lì. Una causa provata sui dati arriva a destinazione e si chiude.
Il catalogo online, le URL a posto e un solo interlocutore tecnico
Shopify davanti, il gestionale dietro e i dati a fare da prova
Piattaforma
Gestionale
Dati e diagnosi
Advertising e feed
Tema e contenuti
Su un e-commerce collegato al gestionale serve qualcuno che stia in mezzo
Il lavoro su Gruppo Collu è cominciato dalle URL rotte e si è spostato dove stava davvero il nodo: un gestionale che pubblica secondo le sue regole, una piattaforma che ne applica altre e delle campagne che leggono il risultato. Nessuno dei fornitori aveva torto sulla propria parte. Mancava chi le leggesse insieme.
Da quel momento quel ruolo l'ha tenuto wmie, e i risultati che contano per Gruppo Collu sono due: il catalogo è tornato davanti ai clienti e il progetto è uscito dall'emergenza. Il resto, dal feed alle evoluzioni del sito, è ripartito da lì.
Se il tuo e-commerce è collegato a un gestionale e ti ritrovi con prodotti che non compaiono, dati che non tornano o fornitori che si rimandano la palla, guarda il servizio e-commerce di wmie: partiamo dai tuoi export e ti diciamo dove si sta perdendo il catalogo.
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